La beata riva (pubblicata originariamente nel 1900 in coppia con Il fuoco di D’Annunzio), «piccola bibbia dell’estetismo italiano fin de siècle» (per usare la felice definizione di Pietro Gibellini), «si propone un alto valore educativo, e auto educativo, poiché la riflessione, seguendo un percorso che, al pari di quello degli iniziati o dei convertiti, muove dalla morte dell’uomo vecchio per generare il nuovo e presuppone l’oblío del male per ricercare il bene».
A corredo della presente edizione, il lettore troverà alcune immagini, tratte dal Fondo Conti, custodito presso l’Archivio Contemporaneo «A. Bonsanti» del Gabinetto Vieusseux di Firenze, che costituiscono quello che Gloria Manghetti ha definito «un selezionato album che auspichiamo permetta di richiamare la concretezza materica dell’officina dello scrittore» e al contempo valorizzi «un’opera di assoluta preminenza nell’ambito della produzione del suo autore».
Edizione a cura di Pietro Gibellini. Appendice iconografica a cura di Gloria Manghetti.
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